Critical fictional cartography. Quando la mappa incontra la fiction

Non è raro imbattersi, durante la proiezione di un film o la lettura di un romanzo, nella presentazione o nella descrizione testuale di in una mappa che illustra le principali location in cui sono ambientate le vicende. Questi strumenti cartografici hanno una natura spesso molto eterogenea poiché variano nella forma, nelle tecniche adoperate, nell’accuratezza, e – dal momento che alcune di esse ci mostrano territori reali mentre altre invece luoghi che sono totalmente immaginari – anche nel tipo di referenzialità: l’inserzione del disegno cartografico introduce nella narrazione un gradiente di credibilità aiutandoci al tempo stesso a prendere confidenza con la geografia del mondo in cui si svolgono le vicende narrate (in molti casi per accuratezza e ricchezza di dettagli mappe hanno davvero poco da invidiare alla cosiddetta cartografia scientifica).

Il ricorso al mapping caratterizza un filone editoriale che trova nella guida di viaggio il suo prodotto più tipico. Questi testi, spesso corredati da mappe e fotografie di ottima fattura, offrono al lettore indicazioni su percorsi e itinerari di esplorazione delle più celebri location letterarie, televisive e cinematografiche (qualche titolo: I luoghi di Montalbano. Una guida; Cinetour. Guida ai set cinematografici d’Italia; The Marvel Comics Guide to New York City; Le città da cantare. Atlante semi-ragionato dei luoghi italiani cantati e così via) .

Oltre al fine orientativo, fondamentale per il prodursi di un’esperienza turistica, le mappe sono al centro di quei percorsi di ricerca finalizzati al conseguimento di una migliore comprensione dei modelli spaziali e delle relazioni tra i luoghi della fiction e le loro controparti attuali. Attraverso l’uso sistematico delle nuove tecnologie e dei mezzi forniti dal Web 2.0, le mappe finzionali così prodotte rendono possibile il prodursi di pratiche interattive e il coinvolgimento diretto degli utenti nella raccolta e nell’aggiornamento delle informazioni.

Il progetto di critical fictional cartography del prof. Marcello Tanca mira dunque ad affrontare la questione dei rapporti tra cartografia e fiction e quindi a ragionare sul ruolo e il valore di verità delle informazioni geografiche contenute all’interno delle opere finzionali per provare a riflettere sul modo in cui la narrazione è organizzata per produrre una mise en place che risulti coerente e al tempo stesso credibile. A seconda che l’opera di finzione sia dotata o meno di un apparato cartografico avremo quindi mappe esplicite e mappe implicite; e a seconda che la geografia del mondo finzionale sia autonoma o sovrapponibile a quella del mondo reale, di mappe interne e mappe esterne. Il risultato e la diffusione dei risultati dell’analisi di film, testi, fumetti, ecc. confluiranno nel sito Digital Humanities.

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